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Il
presente Codice si ispira alle norme deontologiche della professione
contabile adottate dallo IFAC (International Federation of Accountants)
dal FEE (Fédération des Experts Comptables Européens) e dallo IASC
(International Accounting Standarts Committee) in quanto compatibili
con la legislazione italiana.
Il Codice identifica i valori fondamentali della professione di
Ragioniere Commercialista ed Economista d’impresa, gli interessi
categoriali e pubblici che la professione cerca di realizzare, gli
scopi che sono propri della professione, in favore degli utenti, della
società e delle professioni intellettuali in generale.
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I VALORI
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I
valori sui quali si fonda la professione sono i seguenti:
-
competenza
professionale, consistente nel possesso di una abilità specifica
nei settori conoscitivi che sono alla base della professione (in
particolare nelle scienze e tecniche ragionieristico - contabili e
in quei settori delle scienze giuridiche, economiche e commerciali
che attengono all’attività professionale) da acquisirsi
mediante tirocini universitari, approfonditi con un periodo
adeguato di pratica professionale;
-
formazione
professionale, consiste nel costante aggiornamento del livello
delle conoscenze tecnico-giuridiche acquisite. In tale ottica, il
professionista dovrà aver cura della formazione culturale ed
etico-deontologica dei propri collaboratori; nei riguardi del
praticante, egli sarà un formatore attento e responsabile e ne
incoraggerà l’impegno formativo attraverso adeguati incentivi
economici;
-
autonomia
professionale, consistente nel fatto che le nozioni e le norme
tecniche e di condotta, alle quali il professionista deve
conformarsi, sono quelle stabilite dalla comunità scientifica e
dalla professione, salvo quando esse siano imposte dalla legge;
-
obiettività
professionale, ossia il rispetto dei fatti accertati con l’opera
professionale e il conseguente rifiuto di falsificazioni, di
atteggiamenti di parte o settari, di condizionamenti e
influenzamenti che mirino ad alterare per interessi esterni i
fatti medesimi. L’obiettività implica che il professionista
faccia conoscere al destinatario delle prestazioni professionali i
vantaggi e gli svantaggi delle soluzioni tecniche prospettate;
-
integrità
professionale, o comportamento onesto, alieno dall’inganno,
dalla slealtà, dalla dipendenza rispetto a questo o quel potere,
dalla collusione con persone o enti estranei al rapporto
professionale, dagli atteggiamenti menzogneri o miranti ad utilità
personali non dovute;
-
riservatezza
professionale, nel senso di riserbo sulle notizie e informazioni
ottenute durante lo svolgimento dell’attività professionale,
notizie e informazioni che non devono essere divulgate se non
quando ciò sia prescritto dalla legge o dall’autorità
giudiziaria; il professionista assume la responsabilità della
riservatezza dei propri dipendenti, collaboratori associati
iscritti in altri Albi, tirocinanti e qualunque altro soggetto
privato con il quale abbia contatti per lo svolgimento di una
pratica a lui affidata;
-
decoro
professionale, implica l’osservanza dei valori sopra delineati e
comporta il dovere di esercitare l’attività professionale in
modo che la professione mantenga un prestigio adeguato alle
proprie funzioni sociali e goda di apprezzamento e di fiducia da
parte del pubblico.
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2. GLI INTERESSI
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Gli
interessi che la professione persegue sono i seguenti:
-
gli
interessi del cliente (individuo, impresa o ente) secondo una
logica di servizio e nel rispetto della legge;
-
gli
interessi della professione, in quanto quest’ultima assicura
alla società prestazioni importanti per il mondo degli affari,
per le amministrazioni pubbliche, per gli operatori economici, per
i contribuenti e per i cittadini;
-
gli
interessi della società in generale, a livello delle istituzioni
di questa che richiedono o impongono al professionista di fornire
la propria opera o di eseguire determinate operazioni.
La
professione tutela gli interessi mediante funzioni legittime di cui si
indicano le principali:
-
controllo
legale dei conti: il Ragioniere deve attenersi strettamente ai
principi contabili e di revisione ed alle norme comportamentali
statuite in via istituzionale dagli Organismi professionali
nazionali ed internazionali;
-
componente
del Collegio Sindacale: il Ragioniere deve improntare il controllo
alla tutela del patrimonio sociale;
-
revisore
contabile presso Enti Pubblici: il Ragioniere deve fornire
motivati giudizi di congruità, coerenza ed attendibilità
contabile, collaborando con obiettività ed imparzialità al buon
andamento della Pubblica Amministrazione ed, in generale, alla
esigenza di trovare soluzioni atte a realizzare i
risultati/obiettivi;
-
revisore
interno: il Ragioniere deve offrire la garanzia di un sistema di
controlli affidabili;
-
cura
delle pratiche tributarie: il Ragioniere contribuisce a creare
fiducia ed efficienza nel sistema impositivo;
-
"rappresentante-procuratore
ad lites" del contribuente: attraverso adeguate prestazioni
di studio ed analisi delle pratiche trattate, il Ragioniere deve
significativamente contribuire al generale miglioramento
dell'efficienza della giustizia tributaria. Analisi preventive
dovranno condurre alla valutazione appropriata dei rischi di
insuccesso e, pur non potendo garantire in assoluto l'esito del
contenzioso, dovranno assicurare ragionevolmente il ricorrente
circa la correttezza tecnica delle procedure adottate per la
difesa dei legittimi interessi in causa;
-
consulente
manageriale: il Ragioniere deve fornire adeguato contributo, in
relazione al pubblico interesse, circa la promozione di un sano
processo decisionale, attento alle aspettative di profitto, ma
anche ai bisogni dell'ambiente e del sociale;
-
consulenza
tecnica nei giudizi: il Ragioniere deve fornire i pareri
richiesti, secondo i più aggiornati standard qualitativi. Egli
rinuncerà all'incarico, se non possiede la competenza richiesta
dal caso di specie;
-
ogni
altra funzione delegata dalla legge, dall’Autorità Giudiziaria,
dalle imprese o dai privati, volta a corrispondere a bisogni
sociali esistenti o sopravvenuti, nell’ambito delle materie che
rientrano nella competenza professionale.
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3. GLI SCOPI
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Gli
scopi fondamentali ai quali la professione s’indirizza sono i
seguenti:
-
costituire
un contesto professionale obiettivamente esperto ed affidabile al
quale l’utenza possa rivolgersi per le proprie esigenze relative
alle conoscenze specifiche che sono alla base della professione,
in modo che tale contesto soddisfi le aspettative del pubblico e
delle istituzioni;
-
creare
un’immagine pubblica della professione atta a stabilire un
rapporto tra professionisti ed utenti basato sulla fiducia nelle
capacità tecniche e nelle qualità etiche dei primi, nonché
sulla convinzione che i professionisti sappiano risolvere
adeguatamente i problemi degli utenti nei settori di competenza;
-
sostenere
le iniziative sociali delle professioni intellettuali affinché
sia riconosciuta la rilevanza della conoscenza scientifico –
tecnica e dei suoi rappresentanti a livello di produzione e di
socialità; contribuire a tal fine alla creazione di organismi di
rappresentanza del lavoro e dell’attività professionale.
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